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Le mele fanno bene, i dolci fanno ingrassare. Vero. O no?
E se i cibi che abbiamo sempre ritenuto salutari non lo fossero per tutti? E viceversa, se quelli considerati responsabili di farci ingrassare per alcuni non avessero questo effetto?

È la tesi sostenuta da Eran Segal ed Eran Elinav, ricercatori israeliani del Weizmann Institute of Science, nel libro La dieta su misura (Sperling & Kupfer, pagg. 320, 17.90 euro). Il volume è il risultato di una ricerca durata diversi, che li ha portati ad affermare che le persone reagiscono in maniera differente agli stessi alimenti. Quindi, ciò che è salutare per qualcuno, non è detto che lo sia per altri.

Di conseguenza non esiste una dieta valida per tutti, ma per essere efficace, la dieta deve essere personalizzata e su misura.

Una tesi che ribalta completamente tutto quello che abbiamo sempre pensato sul cibo, sulle diete e sull’alimentazione in generale.

Monitorare i picchi glicemiciEran Segal ed Eran Elinav, mimettoadieta.it

Il libro porta a considerare l’alimentazione in un modo del tutto nuovo.

Emerge che è la storia della persona e il suo stile di vita a determinare le risposte differenti. 

Quindi: stress e patrimonio genetico, ma anche i numerosissimi batteri che compongono il microbioma intestinale, che a sua volta è influenzato dall’alimentazione quotidiana, da fattori ambientali, da terapie farmacologiche, abuso di farmaci, consumo di alcool.

I due esperti hanno condotto una ricerca su un campione di circa mille persone, monitorate per una settimana, per studiare i meccanismi che causano l’obesità.

Quando si è a dieta, è difficile capire perché si perde o non si perde peso: minore assunzione di calorie, diversa qualità dell’alimentazione, maggiore attività sportiva? È merito di uno solo di questi elementi o dell’insieme?

Per questo, gli studiosi avevano bisogno di individuare un elemento misurabile e che fosse direttamente collegato al cibo: hanno così scelto di monitorare il livello di glucosio nel sangue dopo i pasti.

Come sappiamo, i picchi di zuccheri nel sangue favoriscono l’aumento di peso e l’insorgere della sensazione di fame.

Un libro che ribalta tutto ciò che pensavamo di sapere sul cibo e sulle diete. Gli autori svelano il metodo per creare la propria dieta personalizzata, osservando come reagisce il corpo agli alimenti e aiutando a individuare quali cibi mangiare

Cibi amici, cibi da evitare

Per una settimana, le persone del campione hanno mangiato le stesse cose, per peso e quantità. E a ciascuno di essi è stata successivamente misurata la glicemia, attraverso un monitoraggio costante (ogni 5 minuti).

Le risposte individuali sono state sorprendenti, e hanno ribaltato quelle che erano considerate verità assolute. Gli autori hanno scoperto come reagiscono le persone allo stesso alimento e quante differenze c’erano tra i singoli individui. Per esempio, per alcuni la glicemia si alzava dopo aver mangiato una mela, mentre per altri rimaneva invariata anche dopo un gelato.

Dai dati emersi durante lo studio, i ricercatori hanno sviluppato un algoritmo basato sul microbiota e sui test sanguigni, in grado di determinare per ogni individuo quali sono gli alimenti favorevoli al benessere e quali sono, invece, quelli sconsigliati, così da mettere a punto una dieta personalizzata.

È importante osservare che una volta identificati i cibi che scaturiscono picchi glicemici, non bisogna necessariamente eliminarli, può bastare cucinarli in modo diverso per renderli più tollerabili.

Il metodo per creare la dieta personalizzata

Oltre all’algoritmo, gli studiosi hanno eleborato un metodo usufruibile da tutti per creare la propria dieta personalizzata.  

Descritto nel libro, il metodo ci porta a conoscere meglio il nostro corpo, per scoprire le reazioni ai diversi alimenti e individuare i cibi amici e quelli da evitare.

Il metodo prevede l’uso di un glucometro (quello che usano i diabetici per misurare la glicemia) e l’uso di tabelle per annotare le risposte ai vari alimenti.

In cambio, la promessa di un piano alimentare su misura che ci farà perdere i chili di troppo, migliorerà la nostra salute e ci farà vivere più a lungo.

Perché non provarci?

La foto di apertura è di Edgar Castrejon on Unsplash