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Problemi di tiroide: curarli con l’alimentazione

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Quasi un italiano su 10 (per la maggior parte donne, io fra queste) ha problemi di tiroide: ipotiroidismo, ipertiroidismo, tiroidite autoimmunitaria di Hashimoto o Morbo di Graves, noduli e gozzo sono le patologie più diffuse, che influenzano tanti aspetti del nostro benessere.

Dalla stanchezza alla sensibilità al freddo, dall’aumento di peso all’insonnia. Ma non solo. Un mal funzionamento della tiroide può portare anche depressione, calo della libido, dolori articolari, caduta dei capelli.

Questa ampiezza di sintomi e di malesseri rende difficile diagnosticare problemi di tiroide, perché i disagi vengono spesso ricondotti ad altre cause (chi oggi non lavora troppo e si sente stanco?).

Per avere una diagnosi esatta bisogna recarsi dal proprio medico e farsi prescrivere gli esami del sangue per verificare il dosaggio degli ormoni tiroidei, FT3, FT4, TSH, e degli anticorpi. Il medico potrebbe anche ritenere utile fare un’ecografia per vedere lo stato della tiroide.

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire: 

Che cos’è la tiroide e cosa c’entra con il metabolismo

La tiroide è la più grande ghiandola endocrina del corpo umano, è situata nel collo e produce due tipologie di ormoni: gli ormoni tiroidei e la calcitonina, che regola la concentrazione di calcio nel sangue.

Gli ormoni tiroidei modulano la velocità del metabolismo e i mitocondri (la centrale energetica) delle nostre cellule. Se la tiroide funziona poco, diminuiscono i mitocondri nelle cellule e il grasso si accumula in modo generalizzato.

Quindi, il suo funzionamento è strettamente legato all’aumento di peso (se lavora poco).

E c’è di più: saltare i pasti e ridurre drasticamente l’apporto calorico frena la sintesi degli ormoni tiroidei. Infatti, come abbiamo detto più volte, le diete drastiche sono assolutamente da evitare, perché controproducenti e dannose.

La tiroide lavora in sinergia con l’ipotalamo, l’ipofisi e tutte le cellule del corpo. Il loro buon funzionamento coinvolge anche gli ormoni dello stress, gli ormoni sessuali, i neurotrasmettitori cerebrali, le emozioni, l’intestino, il sistema immunitario, il fegato.

Per questo, i sintomi delle patologie tiroidee sono così ad ampio spettro.

La dieta della Tiroide e il Metodo Missori-Gelli

Purtroppo, però, una volta diagnosticato il problema, non è detto che la terapia farmacologica ripristini il benessere e l’equilibrio precedente.

Il problema sembra essere a monte, alle cause che hanno scatenato i problemi di tiroide. Ovvero, scorretta alimentazione e stile di vita non idoneo.

Così sostiene la dottoressa Serena Missori, autrice (con Alessandro Gelli, presidente dell’Accademia delle Scienze Uranus Italia Salute e Benessere Globale) di La dieta della tiroide (Edizioni Lswr,19,90 €), che ritiene limitato l’approccio dei protocolli standard, perché tampona gli effetti del problema, ma non risolve le cause.

Medico chirurgo, specialista in endocrinologia e diabetologia, e docente presso l’Università La Sapienza di Roma, Missori partita dalla sua esperienza personale per elaborare una cura più efficace. Per anni infatti ha convissuto con un malessere costante, dovuto ai suoi problemi di tiroide, che le terapie standard non riuscivano a risolvere.

L’obiettivo del metodo Missori-Gelli è intervenire sulle possibili cause che hanno portato lo squilibrio, cogliere i nessi tra i singoli disturbi e andare a rimuoverli, per fare il modo che il corpo si auto-ripari.

Aumento di peso, stanchezza, capelli e unghie fragili, depressione… Sono numerosi i disturbi collegati ai problemi di tiroide, che spesso le terapie standard non riescono a risolvere. La corretta alimentazione può intervenire sulle cause e fare in modo che il corpo si auto-ripari 

Tiroide e alimentazione: il ruolo dell’intestino

Alle cure tradizionali, il metodo Missori-Gelli abbina un piano alimentare personalizzato, costruito sulle specificità fisiche e psicologiche delle persone (definite biotipi), finalizzato a ridurre le infiammazioni da cibo, e l’apprendimento di tecniche di rilassamento, per imparare a gestire lo stress.

Il perché viene spiegato nel libro: le ultime scoperte hanno dimostrato che molte patologie, comprese quelle endocrinologiche e autoimmunitarie – come la Tiroidite di Hashimoto-, hanno origine nell’intestino, il secondo cervello, strettamente collegato al sistema immunitario. Se l’intestino è in difficoltà, lo è anche il sistema immunitario, che risponde con uno stato infiammatorio. Se l’infiammazione perdura, si cronicizza e si presentano coliti, gonfiori, dolori addominali, diarrea/stipsi, candida, disbiosi.

Allo stato infiammatorio, si affianca la sindrome dell’intestino permeabile o intestino gocciolante (Leaky Gut), che lascia filtrare nel sangue microbi, tossine, particelle alimentari non digerite (come il glutine) amplificando l’infiammazione e scatenando sensibilità alimentare, artrite, problemi della pelle (eczema), ipotiroidismo, depressione, ansia, disturbi da deficit di attenzione e malassorbimento.

Diventa quindi fondamentale scegliere gli alimenti di cui nutrirsi ed evitare quelli che aumentano lo stato infiammatorio.

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Attenzione allo stress

Non bisogna fare attenzione solo alle infiammazioni da cibo: anche lo stress ricopre un ruolo centrale, perché innesca delle reazioni che ci portano a produrre meno ormoni tiroidei. Quando siamo stressati, l’organismo cerca di conservare più energia possibile e inizia a consumarne meno, rallentando il metabolismo.

Per questo, nel libro La dieta della tiroide molte pagine sono dedicate alle pratiche per imparare a gestire lo stress e riuscire a staccare la spina anche per pochi minuti.

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Alimenti da evitare

Ma il focus principale è combattere i sintomi e i disturbi della tiroide in modo naturale, con un piano alimentare personalizzato.

Quindi, quali sono i cibi che sarebbe meglio evitare se si hanno disturbi tiroidei?

Serena Missori suggerisce di evitare diversi alimenti, alcuni per tutta la vita, da consumare al massimo saltuariamente, altri per il periodo necessario a ripristinare il benessere intestinale e della tiroide.

Il metodo prevede di eliminarli dalla propria alimentazione per 2-4 settimane e poi provare a reinserirli a rotazione, per evitare la riattivazione dell’infiammazione, e valutare come reagisce il corpo. Si tratta di una dieta a eliminazione e bisogna evitare principalmente cibi che contengono glutine e caseine.

In alcuni casi la dieta proposta da Serena Missori è simile a quella dell’AIP, il protocollo autoimmune (regime alimentare studiato per le malattie autoimmuni), ma in molti punti se ne distacca.

  • Cereali e derivati contenenti glutine

Frumento, fatto, orzo, kamut, avena, segale, farine, pasta, pane, piadine, pizza, cracker, fiocchi di cereali per la colazione, seitan, verdure impanate

Attenzione ai cereali senza glutine: quinoa, amaranto, riso, grano saraceno, sorgo. Potrebbero suscitare le stesse reazioni dei cereali con glutine, bisognerebbe valutare caso per caso. Meglio fare un periodo di esclusione e poi reinserirli e vedere la reazione.

  • Solanacee

Patate (eccetto le patate americane
e), pomodori, peperoni, melanzane, peperoncino fresco 
(ok essiccato)

Le solanacee vanno eliminate per un periodo di 4 settimane e poi reintrodotte verificando la reazione del corpo.

Dopo un periodo di esclusione, i pomodori vanno consumati cotti 1-2 volte la settimana

  • Legumi

Ceci, fagioli, lenticchie, taccole, lupini, piselli, arachidi, soia, tofu

Vietati per 4 settimane, poi valutare la reazione del corpo. Andrebbero consumati sempre dopo 12 ore di ammollo. Vivamente sconsigliati quelli in scatola. Le lenticchie rosse sono i legumi più digeribili.

Chi ha problemi di tiroide dovrebbe evitare sempre la soia, che interferisce con gli ormoni e l’assorbimento di tiroxina (T4).

  • Semi oleosi e frutta oleosa

Semi di lino, di chia, di canapa, di zucca, di girasole, di sesamo, mandorle, noci, nocciole, pistacchi.

Da reinserire dopo 2-4 settimane di esclusione, e previa valutazione.

  • Latte e derivati del latte

Latte vaccino e di capra, yogurt, gelati, dolci contenenti latte, burro, panna.

  • Uova e prodotti da forno che le contengono

Escluderle per un periodo di 2-4 settimane e poi verificare.

  • Pesce

Pesce spada, pangasio, tilapia

  • Caffè

Va consumato con moderazione, non più di tre al giorno.

Cosa mangiare: alimenti concessi

Per sostenere il buon funzionamento della tiroide e dell’intestino, Missori consiglia di prediligere alimenti anti-infiammatori e di assumere diversi nutrienti:

Iodio, Selenio, Zinco, Ferro, Magnesio, vitamine B, vitamina A, vitamine D, acidi grassi Omega 3, prebiotici e probiotici,

  • Cereali, pseudo-cereali (granaglie) senza glutine

Quinoa, amaranto, riso, grano saraceno, sorgo, miglio

Se si è fatto il periodo di astinenza e sono stati reintrodotti senza problemi.

  • Tuberi, radici

Patate bianche e arancioni americane, barbabietola rossa, sedano rapa, ravanelli, topinambur, konjac

  • Proteine

Uova, maiale, manzo, pollo, tacchino, affettati senza nitriti, glutine, lattosio e proteine del latte, legumi, pesce di mare e di lago, molluschi, crostacei

Uova e legumi solo dopo aver verificato che non diano problemi all’intestino.

  • Verdure e ortaggi

  • Frutta

  • Grassi sani

Avocado, olio di cocco, latte di cocco, olio evo, ghee (burro chiarificato).

Conclusioni

Il merito di Serena Misseri è l’approccio sistemico: cercare di mostrare come i problemi di tiroide non iniziano e finiscono con la ghiandola, ma coinvolgono altri organi, altri ormoni e hanno una ricaduta sul benessere psico-fisico generale.

La dieta prevista dal suo metodo non è semplice, sono molti i cibi che potrebbero scatenare dei disturbi e che bisogna evitare. Di positivo c’è che il periodo hard dura solo un mese, poi molti alimenti si possono reintrodurre. Per cui, tutto sommato, se i benefici sono quelli descritti dal libro, vale la pena provare.

Le immagini sono, dall’alto: Darius Bashar on Unsplash; Brooke Lark on Unsplash; Ben White on Unsplash.

2018-07-21T12:03:06+00:00By |STARE BENE|

About the Author:

Giornalista professionista e co-fondatrice di mimettoadieta.it. Mi sono occupata per anni di food e alimentazione per importanti testate nazionali. Sono stata un’adolescente in sovrappeso, fino a quando al liceo ho cominciato ad appassionarmi di educazione alimentare. Da allora ho iniziato a migliorare la mia alimentazione, perdendo naturalmente i chili in eccesso. E non sono mai più ingrassata. Oggi faccio parte di quelle persone che possono mangiare qualsiasi cosa senza ingrassare, suscitando l’odio vero da parte degli altri commensali 🙂 Su Instagram sono @saporhouse